Parallelamente all’insegnamento del Taiji quan e del Qi gong svolgo l’attività di riflessologa. Pur esercitandolo dal 2019 non ho mai raccontato nel web di che cosa veramente si tratta. Ecco il mio primo articolo in merito a questa particolare disciplina che ben si integra con il mio modo di essere: sempre in movimento. In fin dei conti….è grazie ai nostri piedi che ciò è possibile.
La riflessologia plantare metodo zu.
La riflessologia plantare è un insieme di tecniche che partono dal presupposto che il piede sia una sorta di mappa in grado di sintetizzare tutto il nostro corpo in loco. Massaggiando il piede secondo un particolare tocco vengono sensibilizzate aree riflesse corrispondenti ad organi e sistemi corporei, anche “emozionali”. Infatti se il piede è una mappa essa cela un “tesoro” dove si concentra l’essenza e la verità emozionale di ciascuno. Un prezioso scrigno da rispettare e di cui avere cura.
Nello specifico, nel metodo Zu (che in cinese vuol dire piede) ideato da Alfredo Esposito, mio speciale maestro, le coordinate su cui si delineano le diverse aree del corpo sono le ossa. Così, per esempio la zona della cistifellea è riflessa plantarmente nel piede destro sotto il quarto dito, ma il riferimento preciso è il 4* metatarso distale, a livello dell’articolazione e solo lì, non altrove. Questa precisione zonale permette di concentrare il mio operato là dove più è utile.
Metodo zu: riflessologia zonale e tradizione Cinese.
Molti ritengono che la riflessologia plantare sia nata in Cina, ma non è proprio così. Sono molteplici le civiltà dalla quale la riflessologia è nata, occidente compreso. E’ vero che diverse iconografie orientali antiche come dipinti o pergamene rappresentano persone che massaggiano o che sono massaggiate al piede, ma dalle stesse non è mai stato possibile ricavare precisi schemi. Fu nei primi del 900 in Inghilterra che William Fitzgerald iniziò uno studio sistematico rispetto agli effetti che il massaggio al piede poteva avere nel resto del corpo. Anche il lavoro di Eunice Ingham si rivelò fondamentale e precursore dell’attuale riflessologia sia in merito alle diverse aree del piede che riflettono organi e parti del corpo sia per il modo di massaggiarle. Da qui la riflessologia prese “piede” in Europa e successivamente in Italia. Alfredo Esposito, dopo un approfondito studio teorico su mappe orientali ed occidentali, con continue verifiche pratiche (massaggiando in lungo e in largo) ha creato il metodo “Zu”. Tale riflessologia delinea precisamente le I.A.R.S. ( Identificazione Aree Riflesso sensibili) che, come ho anticipato sono strettamente connesse alla struttura ossea. ( per approfondimenti in merito alle origini della riflessologia consulta il sito di Alfredo Esposito: https://riflessologiazu.it/reflessologia-plantare-ingham-usa-1889-1974/ ).

La Cina come musa ispiratrice della riflessologia zu
Il modo di affrontare la malattia in Cina offre un punto di vista alternativo:
- si pone particolare importanza alla prevenzione
- si fonda sul riconoscere l’organismo umano come un insieme di materia ed energia
Da questi 2 aspetti si è sviluppata nei secoli la medicina tradizionale cinese che raggruppa diverse tecniche d’intervento tra cui il massaggio “Tui-na” e l’agopuntura. Entrambe basano il loro intervento sulla stimolazione di zone e punti di particolare interesse energetico. Ebbene, la riflessologia metodo zu non solo lavora sulle zone riflesse codificate nel tempo in occidente e con precisione da Alfredo Esposito, ma riflette nel piede stesso tutte le circolazioni energetiche che i cinesi hanno chiamato meridiani, che opportunamente trattate prevengono squilibri migliorando funzionalità corporee o in associazione ad una eventuale terapia prescritta dal medico (*) concorrono alla guarigione in caso di patologie.
Una nuova visione del piede
Una differenza sostanziale fra la riflessologia zonale classica e la riflessologia metodo zu della quale mi occupo è il fatto che il piede viene considerato nella sua interezza: plantarmente, dorsalmente e lateralmente. Le zone riflesse dunque, non sono situate soltanto nella parte inferiore del piede. Ciò risulta essere maggiormente efficace in quanto si possono mettere a confronto più elementi per ottenere una lettura più precisa. Sento ed osservo le aree riflesse, colore, consistenza, forma e odore. Differenti poi sono gli stadi di lettura del piede: organica ed energetica o psicosomatica che rimandano a diversi stati della persona. Massaggiamo anime, non soltanto piedi.
La riflessologia zu e gli strati corporei
Nelle sedute di riflessologia zu mi è utile associare ai vari strati corporei le diverse fasi stagionali e alle relative emozioni. Questo modus operandi ancora una volta deriva dalla tradizione orientale: le ossa si associano all’inverno e all’ansia, la pelle all’autunno e alla tristezza, muscoli e tendini alla rabbia e così via.. Questo mi dà ulteriori elementi di lettura e di interpretazione del sintomo rispetto al trattamento da eseguire.

Come agisce la riflessologia zu
Attraverso il mio tocco invio degli impulsi al cervello della persona: lenti e profondi o veloci e leggeri. Tali atti meccanici sono onde a bassa o alta frequenza che il cervello riconosce come capaci di tonificare o disperdere. Un massaggio lento e profondo porta calore e il calore porta vasodilatazione con afflusso di sangue portatore di ossigeno e nutrimenti laddove è necessario. Un massaggio veloce e leggero è letto invece come disperdente di elettricità in eccesso determinata, per esempio, da un eccesso di acidità in un corpo sempre contratto. Questi due modi di agire determinano un riequilibrio dell’organo bersaglio ed oggetto del nostro agire. Possono dunque agire come Aiuto alla funzionalità digestiva, emuntoria, locomotoria dei diversi sistemi.
Riflessologia zu: messaggio e non solo massaggio
Il mio maestro me lo diceva sempre: quando tocchi con il tuo massaggio il piede della persona, ciò che fai ha una duplice valenza. Il massaggio è anche messaggio di accoglienza e messa in movimento di una situazione in stasi e di solito la stasi è rappresentata dal dolore. Una trasformazione implica dunque la capacità di portare sollievo alla persona. Non tolgo o aggiungo nulla nel trattamento. E’ il corpo auto-guarente della persona stessa a decidere come interpretare l’impulso meccanico e poi elettrico che arriva al cervello. Per questo motivo il massaggio riflessologico metodo zu non ha controindicazioni.
Io stessa mi automassaggio spesso i piedi. Lo faccio anche utilizzando la classica pallina da tennis, è comodo ed efficace. Inserisco qui il link ad un breve video semplice e divertente. I nostri piedi e il nostro stomaco ringrazieranno.
Ti incuriosisce la riflessologia zu? Richiedimi un appuntamento compilando il format presente a questo link.
https://www.dimensionearmonica.it/shortcodes/contatti/
(°) N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non sono da considerarsi in alcun modo sostitutive alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona. Il mio metodo di lavoro si pone come strumento atto a migliorare il benessere della persona nella sua interezza e complementare ad una eventuale prescrizione medica.